Michele Marziani dal primo a nono fatto di Claudia Donegaglia
Io faccio l’enologo e sono il responsabile di produzione della Cantina Intesa di Modigliana , dove sabato 3 luglio, si è tenuto il laboratorio di scrittura, a cura di Michele Marziani.
Nell’ottica del cammino intrapreso da qualche anno dalla cantina , quando è possibile , diamo ospitalità a clienti, enoturisti, nell’ambito di cene, degustazioni guidate, eventi come ‘cinema Divino’ cantine Aperte ‘
Mostre di fotografia o di pittura ‘ sono entrate a far parte integrante del mio lavoro.
Un modo come un altro per raccontare la nostra filosofia produttiva.
Le mie aspettative sulla giornata erano di imparare a parlare e scrivere di vino e delle mie passioni in maniera meno prorompente, più razionale ed equilibrata ,
Michele è un grande affabulatore che ci ha tenuto attaccati al filo delle sue parole per tutta la giornata
Primo fatto: ‘Ognuno di noi si attende qualcosa, da una lettura, da una visita da un incontro.’ ( e la mia paura di non capire le aspettative di chi viene a farmi visita in cantina o incontro per fiere o occasioni professionali)
Secondo fatto: quando si scrive non cercare la pulizia formale, nel tempo ciò che rimane è lo ‘sporco’,sono io che piaccia o non piaccia. ( e a volte ho paura di essere troppo io)
Terzo fatto ‘ io sono arrivato a scrivere perché non so disegnare ‘( e qui dentro di me sono esplose grasse risate in quanto io sono arrivata al vino perché nasco come astemia)
Quarto fatto:’la scrittura viene da sola , è frutto della distillazione da una massa che si conosce a qualcosa di piacevole che non conoscete con una piccola parte dell’artigianato e del saper fare’( ci sono vini che vanno in bottiglia da soli ed altri che fanno penare e pensare che sono soggetti ad un lungo lavoro di editor)
Quinto fatto: il cibo è ambiguo, deliziosamente ambiguo, perché ha una ricchezza nel tempo che si è stratificata , è simile ad una lingua ed avvicina, non si rifiuta, ha una capacità velocissima di mescolarsi rispetto ad uno slang linguistico. ( provate il contrario se siete capaci)
Sesto fatto Noi distilliamo ciò che sappiamo, cio’ che vorremmo sapere e lo ricostruiamo. Le tradizioni sono reinvenzioni del passato.( ecco mi sono dimenticata di chiedere quando una cosa diventa tradizione, se esiste una regola temporale precisa)
Settimo fatto Promuovere è una questione di tempo( chissà se dieci anni di Cantine Intesa si possono considerare una storia )
Ottavo fatto si deve scrivere con coerenza e originalità, non si può parlare o scrivere per sentito dire , ciò che si dice si deve poter provare, testimoniare.( se fai il vino pssito a ottobre al turista devi poter far vedere le uve in appassimento,se fai il vino novello a settembre devi far vedere il serbatoio dove c’è a macerare l’uva intera)
Nono Fatto:L’aggettivo è l’amante del sostantivo. Per poter osare occorre avere consapevolezza della lingua. Noi scriviamo quello che leggiamo , occorre allenare la precisione e verificare quello che si scrive.






